C’è, con ogni probabilità, una grande stella che veglia sulla Festa di Castagnatura. Un segno benevolo che sembra voler proteggere l’impegno de La Brigata di Raggiolo e il lavoro dei tanti volontari, quest’anno oltre sessanta, che con passione e dedizione danno lustro a Raggiolo, alle sue tradizioni e a quel tesoro racchiuso in un frutto tanto piccolo quanto prezioso: la castagna.

Quest’anno, poi la Festa ha dovuto misurarsi con previsioni meteo incerte, capaci di turbare il sonno dei consiglieri dell’associazione, che però non si sono lasciati scoraggiare e forti della determinazione che da sempre contraddistingue la comunità di Raggiolo, hanno affrontato l’incertezza con coraggio e spirito di squadra…e hanno vinto. Del resto il coraggio è diventata la cifra di questa associazione, che crede fortemente nei suoi obiettivi, forte di una grande tradizione.

E così, sono state le condizioni del cielo a piegarsi alla volontà di una comunità che aveva voglia di incontrarsi, stare insieme e celebrare il ruolo storico e sociale della castagna. Perché, lo ricordiamo, la Festa di Castagnatura non è una sagra, ma una manifestazione che tramanda alle generazioni la storia di una grande civiltà, custodendo e rinnovando le proprie radici.

La Festa si è così svolta regolarmente fino alle 17 di domenica, quando una pioggia leggera ha posto fine, con dolcezza, a due giornate di entusiasmo e partecipazione.

Un’edizione segnata da un successo costante di partecipazione, dalle prime ore del sabato fino all’ultimo assaggio di dolce. Quando la pioggia è arrivata, c’era ancora la fila per mangiare le brice, preparate all’interno dell’enorme braciere, o per gustare i dolci a base di farine di castagne, con il trionfo delle frittelle, autentica novità di questa edizione e simbolo di una tradizione che sa ancora rinnovarsi.

Nelle due giornate, piene di iniziative, Raggiolo ha ritrovato la sua dimensione più autentica, fatta di accoglienza, laboriosità e gusto condiviso, per una Festa che, ancora una volta, ha saputo unire qualità, partecipazione e identità.

È stata la Festa di tutti: di chi vive Raggiolo tutto l’anno, custodendone giorno dopo giorno la vita e le tradizioni, e di chi vive lontano, ma continua a sentirsi parte di questo luogo e, ogni volta che torna, ritrova le proprie radici più autentiche.
È stata la Festa di chi è arrivato dalle altre località del Casentino, di chi ha scoperto per la prima volta il borgo, lasciandosi sorprendere, e di chi è tornato colmo di aspettative, trovando conferma nel calore della sua gente.
È stata anche la Festa di chi è giunto da luoghi lontani, attratto da un richiamo più profondo, e che qui si è lasciato avvolgere da un senso di comunità raro e vero, capace di unire passato e presente in un unico abbraccio.

È stata anche la festa di Riccy, con il suo volto accogliente, diventato ormai il simbolo di un evento che guarda ai bambini come al vero investimento per il futuro: un modo per trasmettere valori e messaggi importanti con un linguaggio capace di parlare alle nuove generazioni.

Ma è stata, soprattutto, la Festa dei volontari, che hanno dato il meglio di se stessi, senza mai cedere alla fatica, e che alla fine della celebrazione, hanno sfidato anche la pioggia, continuando a lavorare per rimettere tutto in ordine e ridare lustro al loro paese.

La Festa de La Brigata di Raggiolo e di tutti i suoi soci, espressione di una volontà tenace: quella di non arrendersi a un futuro in cui i borghi antichi sembrano destinati allo spopolamento e all’oblio.


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