Domenica 17 maggio il Molino di Morino sarà protagonista di una giornata per riscoprire, l’antica arte della molitura e il fascino dei mulini ad acqua.

Un viaggio a ritroso nella storia della tecnica in luoghi suggestivi, ricchi di storie e densi di umanità, testimonianze preziose da salvaguardare e riscoprire.

C’è un filo d’acqua che attraversa la storia di Raggiolo e ne racconta una parte profonda dell’identità. È il filo che scende tra boschi e torrenti, alimenta antichi opifici, muove le macine e accompagna il lavoro dell’uomo nella trasformazione dei prodotti della terra.

Dentro questo paesaggio si inserisce la partecipazione di Raggiolo alle Giornate Europee dei Mulini Storici, in particolare rispetto all’iniziativa “Ruote ad acqua” in programma sabato 16 e domenica 17 maggio.

Raggiolo diventerà protagonista domenica 17 maggio e il cuore di questa giornata sarà il Molino di Morino, uno degli esempi più significativi di archeologia rurale del Casentino. Alimentato dalle acque del torrente Barbozzaia, il molino è stato per lungo tempo parte di un sistema produttivo legato alla lavorazione dei cereali e delle castagne, elementi essenziali per l’economia e la vita quotidiana delle comunità di montagna.

Oggi il Molino di Morino non è soltanto una testimonianza del passato. Inserito nel circuito dell’Ecomuseo della Castagna e della Transumanza, è stato oggetto di importanti interventi di recupero e valorizzazione, fino alla rimessa in funzione delle macine in pietra. Pannelli, installazioni e visite guidate permettono di comprenderne il funzionamento, ma anche il ruolo sociale che il molino aveva nella vita comunitaria: non solo luogo di lavoro, ma punto di incontro, scambio e trasmissione di saperi.

Il programma del 17 maggio sarà costruito intorno a tre momenti principali. Alle 9.00 è prevista un’escursione lungo un tratto della via di transumanza, tra boschi e torrenti, alla riscoperta di antichi tracciati. Dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00 si terranno le visite guidate al Molino di Morino, curate dalla Brigata di Raggiolo in collaborazione con il Consorzio della Farina del Pratomagno. Alle 12.30 è in programma il Pranzo del Mugnaio, con degustazione di prodotti a filiera corta del territorio a cura de La Brigata di Raggiolo.

La forza dell’iniziativa sta proprio nella capacità di non separare il molino dal suo paesaggio. Il Molino di Morino viene raccontato come parte di una rete di relazioni: con l’acqua che lo alimentava, con i boschi da cui provenivano le castagne, con i sentieri della transumanza, con le famiglie che per generazioni hanno trovato nella macinazione una risorsa essenziale.

In questo senso, la giornata di Raggiolo non sarà soltanto una visita a un edificio recuperato. Sarà un’occasione per entrare in contatto con una memoria fatta di gesti concreti: l’acqua che imprime movimento, la pietra che macina, la castagna che diventa farina, il lavoro del mugnaio che collega la natura alla tavola. Una cultura materiale che appartiene alla storia del borgo, ma che oggi può parlare anche al presente, perché richiama temi come sostenibilità, filiere corte, recupero delle aree interne e valorizzazione dei saperi locali.

Il programma del 17 maggio si collega inoltre al percorso “A scuola di mugnai”, promosso nell’ambito di “Memorie in dialogo”. In questo itinerario, i mulini diventano luoghi di apprendimento e racconto, spazi in cui riscoprire tecniche, memorie e relazioni legate all’acqua e alla trasformazione dei prodotti agricoli. Per Raggiolo, l’appuntamento proseguirà idealmente sabato 30 maggio, quando l’Ecomuseo della Castagna e della Transumanza e il Molino di Morino ospiteranno l’incontro “Dalla selva alla tavola”, dedicato al rapporto tra castagna, farina, territorio e mestiere del mugnaio.

Raggiolo si inserisce così in una rete più ampia di mulini del Casentino, insieme al Mulin di Bucchio, al Mulino Grifoni di Pagliericcio e ai Mulini di Falciano. Ogni luogo custodisce una parte diversa della stessa storia: l’acqua come energia, le macine come strumento di trasformazione, il mugnaio come figura tecnica e sociale, il mulino come spazio di comunità.

La rinascita del Molino di Morino assume quindi un significato particolare. Non è soltanto il recupero di un manufatto storico, ma la restituzione di una memoria viva. Le sue macine tornate a funzionare non evocano solo ciò che è stato: indicano anche una possibilità per il presente, quella di riconoscere nei luoghi della tradizione una risorsa educativa, culturale e identitaria.

Domenica 17 maggio, Raggiolo invita dunque a riscoprire il proprio rapporto con l’acqua, con la castagna e con il lavoro antico dei mugnai. Una giornata per camminare, visitare, ascoltare e assaggiare. Ma soprattutto per comprendere che, quando un molino torna a muoversi, non rimette in moto soltanto una macchina: rimette in circolo la storia di una comunità.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *