Escursioni, visite guidate e Pranzo del Mugnaio hanno accompagnato una giornata dedicata all’acqua, alla castagna e alla memoria della comunità.

Il Molino di Morino è tornato al centro della vita di Raggiolo. Domenica 17 maggio il borgo ha vissuto una giornata dedicata ai mulini storici, al paesaggio e alla cultura materiale, intrecciando il racconto dell’acqua con quello della castagna, della transumanza e delle antiche economie di montagna.

La mattina si è aperta con l’escursione lungo un tratto della via di transumanza, tra boschi e torrenti, alla riscoperta di antichi tracciati che ancora oggi conservano la memoria del rapporto tra l’uomo e il territorio. Un cammino che ha introdotto naturalmente il tema centrale della giornata: il ruolo del molino come luogo di lavoro, trasformazione e comunità.

Al Molino di Morino, le visite guidate curate dalla Brigata di Raggiolo, in collaborazione con il Consorzio della Farina del Pratomagno, hanno permesso di conoscere da vicino il funzionamento delle macine e il valore della recente rimessa in attività. Non solo un edificio recuperato, dunque, ma un presidio vivo di memoria, capace di raccontare come la forza dell’acqua venisse trasformata in energia utile per la lavorazione dei cereali e delle castagne.

Il presidente della Brigata di Raggiolo, Franco Franceschini, ha voluto ringraziare il sindaco Emanuele Ceccherini e il vicesindaco Andrea Giovannuzzi: «per aver messo in funzione il mulino e collaborato nella gestione dei visitatori.»

Particolarmente significativo è stato anche il Pranzo del Mugnaio, organizzato dalla Brigata di Raggiolo. Nel cuore del borgo, tra le case in pietra e la torre campanaria, le tavole imbandite hanno restituito il senso più autentico dell’iniziativa: la memoria del mulino non come semplice racconto del passato, ma come esperienza condivisa, fatta di sapori, accoglienza e partecipazione.

I prodotti a filiera corta, i piatti della tradizione e il dolce con farina di castagne hanno collegato idealmente la visita al mulino con la tavola, ricordando il ruolo fondamentale che la castagna ha avuto per generazioni nell’alimentazione e nell’economia delle famiglie di montagna.

La giornata ha confermato il valore del Molino di Morino come luogo identitario per Raggiolo. Attorno alle macine non passava soltanto la produzione della farina: passavano relazioni, saperi, scambi, abitudini quotidiane e forme di solidarietà. Il molino era una macchina, ma anche un punto di incontro. Era uno spazio di lavoro, ma anche una parte essenziale della vita comunitaria.

Per questo la sua valorizzazione assume oggi un significato che va oltre il recupero architettonico. Il Molino di Morino permette di raccontare Raggiolo attraverso uno dei suoi legami più profondi: quello tra acqua, bosco, castagna e comunità. Un patrimonio che non resta chiuso nella memoria, ma torna a essere vissuto, spiegato e condiviso.

La vicepresidente dell’associazione, Lucia Brocchi, ha voluto infine sottolineare l’impegno dei volontari: «donano il proprio tempo e le proprie energie, per consentire la realizzazione di queste iniziative che hanno un importante valore storico e culturale.» Lucia Brocchi ci ha tenuto a ringraziare l’assessore Tiziana Mucci, per la sua presenza e il suo impegno per tutte le iniziative della Brigata di Raggiolo.

Quando un mulino torna a muoversi, non rimette in funzione soltanto una macchina. Rimette in circolo una storia. E domenica, a Raggiolo, quella storia ha avuto il suono dell’acqua e delle macine del Molino di Morino.


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