Ogni anno, quando l’autunno colora i boschi e l’aria si riempie del profumo delle castagne appena arrostite, Raggiolo si prepara a celebrare la sua anima più autentica: la Festa di Castagnatura. Ma dietro i sorrisi dei visitatori, le degustazioni, i laboratori e le visite guidate, c’è un cuore pulsante fatto di volontariato, di impegno silenzioso, di amore profondo per un luogo unico.
Sono circa sessanta le persone che rendono possibile tutto questo. Alcuni lavorano da mesi, in riunioni serali o nei fine settimana, pianificando ogni dettaglio, pensando alle postazioni, ai percorsi, alle decorazioni, alle tradizioni da tramandare. Altri arriveranno nei giorni della festa, pronti a indossare il grembiule, accendere il braciere, servire ai tavoli, accogliere i visitatori o accompagnarli lungo i sentieri della memoria. Sono donne e uomini di tutte le età, ma che hanno qualcosa che li accomuna: l’amore per questo borgo e per le sue tradizioni. Un amore atavico, forte, indissolubile.






























Ci sono i raggiolatti doc, quelli che vivono in paese, che custodiscono la storia di questo meraviglioso borgo, e poi ci sono quelli che vivono lontano, ma che tornano sempre qui, richiamati da qualcosa di più forte della distanza: le proprie radici. Ognuno porta con sé un pezzo di vita, un’energia, un ricordo. Tutti sono uniti da un filo invisibile che si chiama appartenenza ad una comunità.
Il volontariato, in questa festa, è un atto d’amore infinito.
È l’amore di chi non dorme pensando a ogni dettaglio
È l’amore di chi rinuncia a godersi la festa per permettere agli altri di viverla.
È l’amore di chi resta dietro le quinte a impastare, a sistemare tavoli, a cucinare, a servire un piatto di polenta o un bicchiere di vin brulé, sapendo che il sorriso di chi arriva da fuori sarà la ricompensa più grande.
È anche un modo per preservare le tradizioni, per continuare a raccontare ai più giovani che la castagna non è solo un frutto, ma un simbolo di identità, di resilienza e di comunità.
E in mezzo a tanto impegno, a tanta passione, questa festa ci ricorda anche un’altra cosa: che la convivenza si costruisce con la pazienza, con la comprensione reciproca, con la tolleranza. Perché dietro ogni scelta, ogni ruolo, ogni turno, ci sono persone che donano il loro tempo, la loro forza e il loro cuore.
A loro va il nostro grazie più sincero. Perché senza di loro, Raggiolo non sarebbe lo stesso. E la Festa di Castagnatura sarebbe una semplice sagra, e non una lezione di comunità, di amore e di umanità.


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