Archiviamo un’altra edizione di successo della Festa di Castagnatura
Raggiolo ha acceso il cuore del Casentino con il fuoco delle sue castagne.
Tra canti popolari e pietre antiche, il borgo si è ancora una volta vestito dei profumi d’autunno, respirando la sua storia.
Con il ceppo che crepita, le caldarroste che scoppiettano, il vin brulé fumante e le dolcezze a base di castagne capaci di conquistare anche i palati più esigenti, Raggiolo ha accolto con vero calore i tanti visitatori.
Al mulino e nei seccatoi sono tornati gesti secolari, a intrecciare tradizione, gusto e memoria in un racconto vivo di identità.
Si è così conclusa un’altra edizione della Festa di Castagnatura: un incanto che unisce comunità e natura nel segno della tradizione.
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IL CALORE CHE FA VIVERE UN’INTERA COMUNITÀ
Da risorsa vitale del passato a simbolo condiviso del presente: la castagna continua a unire la comunità di…
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Stelle e faville nel cielo di Raggiolo
La cena “Stelle e Faville”, appuntamento ormai leggendario che chiude la prima giornata della Festa di Castagnatura, dove…
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Lo stellone che protegge la Festa
C’è, con ogni probabilità, una grande stella che veglia sulla Festa di Castagnatura. Un segno benevolo che sembra…
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🎃✨ Dopo le streghe, le castagne: la vera magia la trovi a Raggiolo 🌰🍁
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I volontari della Castagnatura: un cuore grande che batte per Raggiolo
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La storia di Ceppo
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Lo spirito del Castagno
Il senso della Festa di Castagnatura in una storia di fantasia ambientata durante una veglia nel seccatoio

L’albero del pane
Per secoli la castagna ha rappresentato la spina dorsale alimentare delle comunità montane dell’Appennino centrale e, tra queste, della comunità di Raggiolo.
In territori dove il frumento era difficile da coltivare e i trasporti limitavano l’arrivo di grano e altri cereali, il castagno costituiva una risorsa vitale.
I frutti, essiccati nei tipici seccatoi e trasformati in farina, fornivano pane, polenta e zuppe che garantivano la sopravvivenza durante i lunghi inverni. Non a caso il castagno veniva definito “l’albero del pane” e la castagna “il pane dei poveri”, anche se il suo ruolo è andato ben oltre la pura sussistenza.
Un’economia e una cultura del bosco
La coltivazione del castagno ha plasmato il paesaggio e l’economia dei paesi montani. I castagneti, curati come veri e propri campi, richiedevano potature, innesti e una conoscenza profonda della natura. Il legno, resistente e durevole, era impiegato per travature, utensili e combustibile, mentre le foglie servivano come lettiera per gli animali. Attorno alla raccolta si sviluppavano forme di cooperazione comunitaria: le famiglie si aiutavano a vicenda e la ripartizione dei frutti seguiva consuetudini tramandate oralmente. La castagna, insomma, non era solo nutrimento, ma il fulcro di una “civiltà del castagno” che univa economia, ecologia e socialità.
Raggiolo: un borgo custode della tradizione
Il borgo di Raggiolo è uno degli esempi più vivi di questa storia. Circondato da boschi secolari, il paese ha fondato per generazioni la propria identità sulla castagna. I seccatoi in pietra, piccoli edifici con focolare a legna, testimoniano ancora oggi l’antico ciclo di lavorazione. È anche per questo che Raggiolo fa parte dell’Ecomuseo della castagna e che, ogni autunno, la “Festa di Castagnatura” rinnova il legame tra la comunità e il suo frutto simbolo, trasformando il borgo in un laboratorio di memoria: qui si preparano bruciate, castagnacci e farine dolci, mentre i racconti degli anziani mantengono vivo il sapere collettivo.
Un proverbio popolare, tramandato di generazione in generazione, recita:
«Raggiolo in mezzo a due fiumi giace; la sua ricchezza sono le brice, ma se le brice non vengono al bono vedo ballar Raggiolo senza sono».
Le “brice” sono le castagne: un raccolto abbondante garantiva prosperità, mentre un’annata cattiva significava povertà e carestia. Questo semplice verso esprime con chiarezza quanto il destino del paese fosse legato al frutto del bosco.
La Raggiolana, identità di un territorio
Tra le varietà di castagne coltivate spicca la Raggiolana, specie autoctona che prende il nome proprio dal borgo, e che fu selezionata nel ‘200 dai Conti Guidi. È una castagna di pezzatura medio-piccola, dolce e molto adatta all’essiccazione, da cui si ricava una farina fine e profumata, ideale per il castagnaccio e altre ricette tradizionali. Custodire e valorizzare la Raggiolana significa preservare non solo una tipicità agricola, ma l’identità stessa di Raggiolo e della sua comunità.
Memoria e rinascita contemporanea
Negli ultimi decenni l’abbandono della montagna ha messo a rischio questo patrimonio. Tuttavia, la riscoperta della biodiversità e l’interesse per le produzioni locali hanno riportato nuova attenzione al castagno. A Raggiolo, progetti di recupero e valorizzazione di questa tradizione hanno restituito il senso di una coltura che unisce gusto e sostenibilità. La castagna diventa così simbolo di resilienza: un frutto antico capace di parlare al presente, custode di una cultura comunitaria che oggi trova nuova vita.
Il Programma della Festa
Sabato 1′ novembre
🕓 16:00 – 18:30 – La Castagna Pan di Bosco – Visite guidate, dimostrazioni esperienziali e degustazioni di prodotti locali
Gruppo A
- 16.00 Visita Paese (Piazza S. Michele)
- 16.45 Degustazioni gratuite (Info Point > Ecomuseo)
Gruppo B
- 16.45 Visita Paese (Piazza S. Michele)
- 17.30 Degustazioni gratuite (Info Point > Ecomuseo)
🕖 16:00 – Castagne, Fantasia e un pizzico di magia – Laboratori per bambini con Annalisa
🕠 17:30 – Sali al ciel fiamma leggera – Accensione del ceppo, Brice e Vin Brulè
🕕 17:30 – Racconti al soffio del flauto – Musica e racconti con gli studenti di Bibbiena
🕗 20:00 – Stelle, faville e… canti popolari – Cena sotto le stelle con sapori locali e danze del gruppo folk Arcobaleno
Domenica 2 novembre
🕙 10:00 – Apertura della mercatella –Banchini artigianali e prodotti tipici
🕥 10:30 – Apertura dell’Ecomuseo della Castagna e della Transumanza
🕛 12:00 – 14.30 – Il desinare del boscaiolo – Pranzo con sapori alla raggiolatta
🕓 dalle 14:30 – Dolcezze di castagne –Per gustare brice, Vin Brulé e altre specialità tradizionali
🕑 14:00 – 17:00 – Tradizione e Divertimento per tutti – Spettacoli e laboratori per i bambini / Spettacolo di giocoleria con Marco Burla / Dimostrazioni e attività tradizionali, come Pesta Menghino (rievocazione della pestatura delle Castagne)
🕒 15:00 / 16.00 / 17:00 – Inizio Visite guidate al paese e ai luoghi della castagnatura
🕔 17:00 – Sali al ciel fiamma leggera – Accensione tradizionale del ceppo
🕕 A seguire – Tempo di veglie – Racconti e musica al seccatoio
La festa sarà allietata dal gruppo di musica popolare I Badalischi
Servizio navetta gratuito da Ortignano a Raggiolo (andata e ritorno):
- Prima corsa: ore 11:00 da Ortignano.
- Ultima corsa: ore 18:30 da Raggiolo.
- Frequenza: ogni 30 minuti.
- Pausa del servizio: dalle 13:30 alle 14:00.
