C’è un momento, durante la Festa di Castagnatura, in cui il borgo sembra fermarsi, avvolto dal tepore del fuoco e vegliato dalle stelle. È la cena “Stelle e Faville”, appuntamento ormai leggendario che chiude la prima giornata, quando la piazza di Raggiolo si trasforma in un ristorante a cielo aperto, con tavoli disposti intorno al grande ceppo crepitante che arde al centro della piazza, richiamando alla memoria i focolari di un tempo, quelli delle case e dei seccatoi.

Quest’anno il colpo d’occhio è stato da brividi: centonovanta persone riunite sotto l’imponente Pieve di San Michele, in un’atmosfera quasi mistica. Un pienone da record, con prenotazioni esaurite in pochi giorni, perché si sa, da questa parti la Ribollita è un richiamo fortissimo.

Ma la magia di “Stelle e Faville” non si misura in numeri, bensì in sapori, sorrisi e dedizione. Il grande merito è della brigata di cucina, che poi, per un curioso gioco di parole, è anche la cucina de La Brigata; una squadra tutta al femminile che vede impegnate Barbara, Elda, Daniela, Didda, Liliana, Lisa, Lucia, Maddalena e Paola. Un gruppo affiatato, determinato e capace di mantenere la calma anche davanti a montagne di polpette e pentoloni fumanti.

Dimenticate le cene di “sagra di paese”: qui si parla di un livello gastronomico che sfiora l’alta cucina. Non serve la guida Michelin per dichiararlo, basta alzare gli occhi al cielo e contare le tante stelle che illuminano la vallata. Nel menù due piatti destinati a restare nella memoria collettiva del borgo: la ribollita secondo la ricetta dell’Elda e le polpette al sugo.

A rendere il tutto ancora più speciale, un servizio impeccabile curato da un gruppo di giovani volontari che hanno servito con efficienza e un’irresistibile allegria. I loro sorrisi, insieme al vino e ai canti, sono stati un ingrediente segreto della serata. Ricordiamo i loro nomi, perché se lo meritano: Camilla, Dario, Elisa, Emma, Ginevra, Giovanni, Iacopo, Lorenzo, Natalie e Niccolò

A rendere tutto più vivace, la musica del gruppo folk Arcobaleno, che ha riempito la piazza con canti e danze tradizionali. In una notte come questa, tutto è possibile: persino che un piccolo borgo del Casentino si trasformi per qualche ora, in un ristorante d’eccezione.

Tra gli ospiti illustri accolti dal Presidente de La Brigata Franco Franceschini e dal Sindaco di Ortignano Raggiolo, Emanuele Ceccherini, c’erano il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il consigliere regionale Bernard Dika, l’ex consigliere e amico di Raggiolo Vincenzo Ceccarelli, Pier Francesco Zazo, già ambasciatore italiano in Ucraina, il Presidente dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino Federico Lorenzoni e il Sindaco di Chiusi La Verna Giampaolo Tellini, che hanno potuto apprezzare l’anima di questa comunità, che ha mostrato ancora una volta la sua versione più autentica: unita, accogliente e orgogliosa delle proprie radici.

E mentre il ceppo continuava a crepitare, tra stelle e faville, la sensazione era chiara a tutti: in piazza, quella sera, c’era molto più di una cena. C’era la bellezza di una comunità che sa ancora riconoscersi intorno al calore di un fuoco.


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