DA RAGGIOLO A QUOTA

DA RAGGIOLO A QUOTA

SENTIERISTICA


Un itinerario ad anello di 6,5 km tra mulattiere storiche, muretti a secco e fossi nascosti. Una passeggiata facile, ideale per chi vuole muoversi ogni giorno e scoprire il paesaggio locale.

di Lorenzo Venturini

[Numero 76 – Anno 2025 – Dicembre 2025 – pag. 4-5]

Questa volta voglio proporre un breve e facile itinerario, adatto a tutti: una piacevole escursione ad anello di circa 6,5 km, da poter effettuare anche quotidianamente per fare un po’ di moto. Consiglio di percorrerlo in senso antiorario, da Raggiolo a Quota. Scelgo questo percorso anche perché i sentieri CAI intorno al paese necessitano di manutenzione e di una nuova segnaletica, risultando quindi adatti solo ai più esperti.

Si parte dalla piazza di Raggiolo e si può proseguire sia lungo la strada asfaltata, sia tagliando per le stradine del paese che portano verso la zona del Molino. Una volta sulla provinciale per Ortignano, oltrepassiamo il tabernacolo e la strada a sinistra che si arrampica verso la Docciola; poco dopo imbocchiamo, sempre sulla sinistra, la mulattiera delle Valli, così chiamata probabilmente perché il primo fosso che attraversiamo è appunto il Fosso delle Valli.

Il sentiero sale dolcemente, quindi è adatto anche alla percorrenza in MTB muscolare; personalmente l’ho fatto molte volte, proseguendo verso il Pratomagno, ma queste sono altre storie. Il fondo è molto bello, con sassi talora disposti “a coltello” e canaline laterali per il deflusso delle acque piovane. Si vede che un tempo era una strada fondamentale per connettersi facilmente anche a Poppi, vista la presenza di diversi ponti che attraversano i fossi delle Valli, del Cavallino, della Fonte, di Granchiaia e del Vecciale. Sarebbe auspicabile un suo recupero con una manutenzione costante.

Muretti a secco delimitano il lato sinistro, tra querce e, talora, abeti, frassini, noccioli, aceri campestri, cornioli, rovi e prugnoli. Ben presto si giunge, sulla destra, a una casetta recintata e poi si prosegue oltrepassando il Fosso delle Fonti. Giunti alla successiva abitazione, Casa Fontaloni, si abbandona la strada principale che oltre il Vecciale condurrebbe sull’asfalto al bivio fra S. Martino in Tremoleto, Larniano e Quota, svoltando su un sentiero che si apre a sinistra. Si sale un po’, in posizione ben soleggiata, su fondo pietroso, tenendo la sinistra per poi scendere a guadare di nuovo il Fosso delle Fonti, raggiungendo presto i campi appena fuori Quota, sotto l’abside della chiesa e presso il tabernacolo della Madonna.

È d’obbligo fare un giro nel centro del paese e, magari, fermarsi a fare colazione da Luigi alla bottega Pane e Olio, pronti poi a fare dietrofront e imboccare la stradina che porta nuovamente alla chiesa di S. Giovanni Battista. Oltrepassato l’arco, sulla destra, occorre fare attenzione a imboccare lo stretto sentiero che, passando sotto una ficaia, ci riporterà a Raggiolo. Sulla sinistra troviamo un’abitazione ristrutturata di recente, con tanto di viale di cipressi e piscina, i cui proprietari mi dicono siano irlandesi. Superato il guado del Fosso del Cavallino, giungiamo al noto podere Sant’Angelo con i ruderi dell’antica chiesa di San Michele Arcangelo del XIII secolo, prima parrocchiale di Raggiolo, dove si possono apprezzare due belle monofore.

Si prosegue lungo la strada, in parte selciata, guadando il Fosso delle Valli. Attenzione sulla sinistra al salto profondo del fosso, quasi un pozzo ad anelli, dove regnano le felci. Si continua facendo attenzione alle frane e ai muretti a secco collassati, fino a giungere a uno slargo dove, sulla sinistra, in vari terrazzamenti, si trova la marroneta di Rapini, proprietario del Podere la Docciola. A destra, per raggiungere facilmente i castagni e consentire la manutenzione, è stata realizzata una stradella forestale che, passando nei terrazzamenti sotto alte conifere, si ricollega piacevolmente al sentiero originario, proprio davanti al cancello di entrata della Docciola. Tenendo la destra si torna in direzione Usciolino.

Poco più avanti, sulla sinistra, si trova una croce lignea, sicuramente meta di antiche processioni. Recentemente, scendendo, è stato ricavato un punto d’osservazione da cui si può vedere il paese da una bella angolazione, peccato per i tralicci elettrici. Tornati sul sentiero, si prosegue verso il ponte dell’Usciolino; a seconda della stagione possiamo ammirare varie vedute di Raggiolo che appaiono tra querce e frassini. La massicciata del sentiero denota il secolare passaggio di carri e zoccoli: si vedono pietre scavate dall’incessante transito e, sulla destra, i muretti a secco che delimitano il percorso, purtroppo sempre più danneggiati da frane e cedimenti.

Avvicinandosi al paese, i rumori della vita quotidiana si fanno più presenti, soprattutto d’estate, quando Raggiolo è ben popolato; ma il rumore delle acque del Teggina ci indica che siamo arrivati al ponte dell’Usciolino. Qui possiamo ammirare il passaggio tra scogli e pareti rocciose, contornati da ontani, querce e frassini, delle spumeggianti acque del torrente che, più in basso, al Molino, si uniranno al Fosso Barbozzaia. Insieme proseguiranno verso l’Arno, poco prima dello sbocco del più famoso torrente, di dantesca memoria, l’Archiano.

A breve risaliamo sulla strada asfaltata e, salendo dal Girone, arriviamo nuovamente in piazza S. Michele, fulcro delle attività estive di Raggiolo. Ripeto: questo percorso si presta a una piacevole passeggiata in direzione Quota. Anche chi sta a Quota può fare lo stesso percorso e venire a fare colazione o prendere un aperitivo da Loredana al Circolo Acli, rincasando poi attraverso la Piana, il Molino e le Due Vie (altro nome della strada delle Valli).

Su questo anello ci sarebbe molto da raccontare, sia dal punto di vista storico, sia per vicende vissute che aneddoti. In questa occasione mi sono limitato alla descrizione del percorso sperando di avervi invogliato a percorrerlo in alternativa alla provinciale 64. Vi auguro comunque buone camminate.


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