MEMORIE
di Franco Franceschini
[Numero 76 – Anno 2025 – Dicembre 2025 – pag. 5]
Con Stefano eravamo quasi coetanei, e per molti anni il nostro rapporto si era limitato a saluti veloci, fatti più di sguardi e di cenni che di parole. Probabilmente ci saremmo definiti entrambi un po’ introversi, almeno fino a quando Elda non ha assunto incarichi importanti nella Brigata.
Da quel momento abbiamo iniziato a incontrarci più spesso: agli eventi, alle feste dell’associazione e, in occasioni più intime, a pranzo o a cena. Così ho scoperto in lui una simpatia e una sintonia inattese, preziose. Stefano ha cominciato a dare una mano quando serviva, come testimonia anche la fotografia che lo ritrae nel gruppetto di amici che allestì l’albero di Natale lo scorso anno. In quel periodo il nostro rapporto si è approfondito e ho trovato in lui una persona cortese, gentile, attenta a ciò che succedeva nel paese e nella Brigata: poche parole, pochi consigli, ma sempre autentici e saggi.

Sapevamo della sua malattia, ma quando le sue condizioni sono peggiorate ho avuto il privilegio di stargli vicino come medico e come amico. Negli ultimi giorni, nonostante il rapido progredire della malattia, Stefano è rimasto lucido e consapevole. In quei momenti intensi e difficili mi ha espresso le sue preoccupazioni per il paese, che amava profondamente, ma anche la speranza che il fermento degli ultimi anni potesse servire ad aprire uno spiraglio di luce per il futuro. Mi ha confidato la fiducia e la stima che nutriva per Elda e Andrea, le persone più importanti della sua vita, sicuro che se la sarebbero potuta cavar bene anche senza di lui. Ne parlava con la serenità di chi sa di aver compiuto fino in fondo il proprio dovere, con la cura e la dedizione del buon padre di famiglia.
A me, e a tutto il Consiglio, resterà il ricordo di un uomo riservato, buono e sempre disponibile, profondamente legato a Raggiolo e alla sua famiglia; un amico sincero della Brigata, della quale riconosceva il valore e l’impegno a favore della comunità e del paese che portava nel cuore.
Ciao Stefano, ci mancherai.


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