EVENTI | FESTA DI CASTAGNATURA 2025
Da risorsa vitale del passato a simbolo condiviso del presente: la castagna continua a unire la comunità di Raggiolo in una festa che ogni anno rinnova le proprie tradizioni proiettandole nel presente e, soprattutto, nel futuro.
di Maurizio Zacchi
[Numero 76 – Anno 2025 – Dicembre 2025 – pag. 6-7]
In un abbraccio di pietra e di bosco, Raggiolo si è illuminato della luce calda della sua tradizione. Il ceppo ardeva al centro della piazza, le caldarroste scoppiettavano, e l’aria d’autunno profumava di legna e di castagne, creando uno scenario di accoglienza e di comunità.
Quando il borgo ha spalancato le sue porte, sabato pomeriggio, è stato come se il tempo avesse indossato abiti antichi per raccontare, ancora una volta, la storia della civiltà della castagna. Perché la Festa di Castagnatura non è una semplice sagra: è un rito che si rinnova ogni anno, una promessa di memoria e di continuità.
Una memoria che parla il linguaggio degli adulti, ma anche quello dei bambini, protagonisti tra laboratori creativi, spettacoli di giocoleria e l’affascinante riscoperta delle arti antiche, come la pestatura della castagna, nella versione Pesta Menghino. E poi c’era lei, Riccy, la piccola creatura dei boschi che veglia sulla castagna Raggiolana: buffa, silenziosa e teneramente curiosa. In tanti, piccoli e grandi, hanno voluto farsi una foto con lei e, a fine festa, la stessa Riccy ci ha confidato con un sorriso che anche gli adulti non si sono risparmiati con gli scatti.

































La cena sotto le stelle, sabato sera, è stata una festa nel senso più autentico. Tavoli disposti intorno al ceppo crepitante, musica popolare del gruppo Arcobaleno, e un menù che parlava di radici: la ribollita dell’Elda, le polpette al sugo, i dolci alla farina di castagne. Volti sorridenti, volontari instancabili, brindisi al vin brulé e quella sensazione, rara, che la piazza fosse diventata una grande famiglia.
Come sempre, la brigata di cucina (che poi con un curioso gioco di parole è anche la cucina della Brigata) ha offerto un servizio da ristorante stellato: precisa, coesa, impeccabile. E al loro fianco, un gruppo di giovani camerieri, sorridenti, efficienti, entusiasti, che hanno portato leggerezza e futuro tra i tavoli.
La domenica ha srotolato la festa come un tessuto vivo attorno al borgo: mercatini artigianali, visite all’Ecomuseo della Castagna e della Transumanza, antiche dimostrazioni, racconti al seccatoio. I visitatori, arrivati da tutta la Toscana e dalle province vicine, hanno respirato la forza di un luogo che non si arrende al tempo.
Il desinare del boscaiolo ha conquistato tutti, con i panini rustici e saporiti della squadra della griglia, prima di chiudere con le dolcezze di castagne: frittelle fragranti, irresistibili, “spaziali”, come qualcuno le ha definite sorridendo.
«La festa ha vissuto un’edizione da ricordare», ha dichiarato il sindaco sulle pagine de La Nazione, «perché la forza delle aree interne vive in borghi come questo».
E mentre una pioggia gentile scendeva a sancire la fine dell’evento, c’era ancora chi faceva la fila per le ultime brice appena arrostite. Perché, per i più irriducibili, la festa non era finita: era ancora desiderio di appartenere, di condividere, di sentirsi parte di qualcosa di più grande.
Ricordiamo però sempre, che questa è stata, soprattutto, la festa dei volontari: oltre sessanta cuori silenziosi che hanno lavorato, sorriso, servito, custodito.
Senza di loro non ci sarebbe stato quel calore, né questa meraviglia chiamata Festa di Castagnatura.
E allora, quando alzi lo sguardo e vedi volare delle foglie, oppure senti nell’aria il profumo del legno bagnato, ricorda che la magia qui non si inventa, si tramanda.
Ogni volta che il ceppo si accende, qualcosa di antico si risveglia nel bosco e con esso, il cuore stesso di Raggiolo.
RICCI LA PICCOLA CUSTODE DELLA CASTAGNA
Ogni autunno, tra le foglie e i ricci dei boschi di Raggiolo, riappare Riccy, la Raggiolana, piccola creatura custode della castagna di Raggiolo.
Figlia della tradizione, nata ai tempi dei Conti Guidi, veglia sugli alberi e sul rispetto del bosco.
Con il suo cestino intrecciato raccoglie le castagne più belle e le dona, come segni di meraviglia, a chi sa guardare con il cuore. Quando trovate una castagna più bella delle altre, sappiate che ce l’ha messa proprio lei in quel punto, come un dono prezioso che vi ricorda il valore di questo frutto.
Quando il grande ceppo si accende in piazza, Riccy torna: il fuoco illumina, lei protegge, insieme portano magia a Raggiolo.

PRESENZE ISTITUZIONALI
Tra gli ospiti illustri accolti dal Presidente della Brigata Franco Franceschini e dal Sindaco di Ortignano Raggiolo, Emanuele Ceccherini, c’erano il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il consigliere regionale Bernard Dika, l’ex consigliere e amico di Raggiolo Vincenzo Ceccarelli, Pier Francesco Zazo, già ambasciatore italiano in Ucraina, il Presidente dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino Federico Lorenzoni e il Sindaco di Chiusi della Verna Giampaolo Tellini, che hanno potuto apprezzare l’anima di questa comunità, che ha mostrato ancora una volta la sua versione più autentica: unita, accogliente e orgogliosa delle proprie radici.

VOLONTARI: IL CUORE PULSANTE DELLA FESTA
Dietro i sorrisi, i fuochi accesi e le degustazioni, batte un cuore fatto di volontariato, impegno e amore per la propria terra. Sono circa sessanta le persone che rendono possibile tutto questo: chi progetta per mesi ogni evento, chi allestisce, cucina, serve, accoglie.
Donne e uomini di ogni età, uniti dallo stesso legame profondo con il borgo e con la sua storia. C’è chi vive a Raggiolo tutto l’anno e chi torna apposta richiamato dalle proprie radici, perché qui ritrova un senso di appartenenza che il tempo non scalfisce.
Il volontariato, in questa festa, è un atto d’amore collettivo: è restare svegli per curare ogni dettaglio, è rinunciare a vivere la festa per farla vivere agli altri. È anche un modo per tramandare un’eredità culturale preziosa, per insegnare ai più giovani che la castagna non è solo un frutto, ma un simbolo di resilienza e comunità.
A loro, ai volontari che tengono viva la fiamma di questa tradizione, va il grazie più sincero: senza di loro, Raggiolo non sarebbe lo stesso, e la Festa di Castagnatura non sarebbe una festa, ma solo un ricordo.













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