La Primavera 2026 di Raggiolo ha regalato emozioni uniche. Eventi di grande qualità proposti in una cornice meravigliosa, ma il cuore del successo resta sempre il volontariato.

Dal Molino di Morino a Semplicemente Ornella: a Raggiolo la stagione estiva non si è annunciata, si è messa a correre. E dopo questo omaggio alla signora della musica italiana, la meravigliosa Ornella Vanoni, è arrivato il segnale che ora l’estate può cominciare davvero.

Ci sono primavere che passano in punta di piedi, e poi c’è quella che Raggiolo ha appena vissuto. Una stagione che non ha aspettato nulla e non ha dovuto preparare nulla, perché aveva già tutto dentro di sé: cinque appuntamenti in poco più di un mese, un borgo tornato a riempirsi di voci e una piazza gremita da cui, una sera, è partito il segnale che la bella stagione poteva ufficialmente cominciare.

Il primo a rimettersi in moto è stato il Molino di Morino, il 17 maggio. Le macine hanno ripreso a girare come se non avessero mai smesso, e attorno a loro si è ritrovata la comunità: chi seguiva l’antica via della transumanza, chi guardava la farina di castagne trasformarsi in dolce, chi si è semplicemente seduto a tavola per il Pranzo del Mugnaio. Perché un mulino che torna a muoversi non rimette in funzione soltanto un meccanismo, ma anche la voglia delle persone di sapere, ricordare e stare insieme.

L’evento era parte delle Giornate Europee dei Mulini Storici, un’iniziativa promossa dall’AIAMS (Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici) che si tiene ogni anno a metà maggio. In questa celebrazione, Raggiolo, ha giocato un ruolo da protagonista, perché in questo borgo i mulini sono legati in modo indissolubile alla storia di questa comunità.

Pochi giorni dopo, il 23 maggio, la scena è passata ai più piccoli. Al Parco fluviale della Mercatella la Festa del Gioco ha riempito il prato di bambini con l’arco in mano, di pony da accarezzare, di storie ascoltate seduti sull’erba e di merende collaudate con grande serietà. Una festa di popolo nel senso più letterale, dove chi giocava aveva sei anni e chi rideva ne aveva sessanta. Un successo che, parole del presidente Franco Franceschini, è andato “oltre ogni aspettativa”.

Poi è stata la volta della tradizione più identitaria. Il 13 giugno la Festa della Transumanza è tornata in una formula rinnovata, spostata al sabato e raccolta attorno a Piazza San Michele. Tra dimostrazioni di cani pastore, degustazioni, laboratori per i bambini e teatro, il borgo ha riscoperto il filo che da secoli lega l’uomo, gli animali e la montagna. La sera, la piazza si è trasformata in una grande tavolata attorno all’Acqua Cotta dell’Elda, ormai piatto-simbolo delle feste della Brigata, mentre la musica accompagnava fino a tardi una giornata che sapeva di rientro dei pastori e di casa ritrovata. Infine il concerto della PFG Project Band, che ha deliziato il pubblico presente che, complice un clima piacevole, ha riempito la piazza fino all’ultima nota.

E quando sembrava che la primavera avesse già dato il meglio, è arrivato il Raggiolo Festival ad alzare ancora l’asticella. Due venerdì di fila, la piazza si è fatta teatro a cielo aperto. Il 19 giugno con Bruna è la notte, lo spettacolo di Alessandro Riccio e Alberto Becucci che ha intrecciato risate e malinconia attorno a un personaggio scomodo e indimenticabile. Il 26 giugno con Semplicemente Ornella, l’omaggio a Ornella Vanoni firmato dall’Orchestra Regionale della Toscana, in cui la voce di Nadyne Rush e gli ottoni dell’ORT hanno restituito la grazia e l’ironia di una delle voci più amate della canzone italiana.

La serata dedicata a Ornella Vanoni, in particolare, è stata un grande successo, con una piazza gremita di presenze arrivate non solo da Raggiolo ma da tutto il Casentino. Ed è proprio questo uno dei tratti da sottolineare: il consolidamento di una tendenza che non nasce dal caso, ma da una strategia che la Brigata persegue da anni. Una scelta che fa leva sulla qualità degli eventi, su un programma capace di farsi attrattivo, su un clima di accoglienza speciale e, prima di tutto, su un borgo meraviglioso. La comunità raggiolatta si apre sempre di più verso l’esterno, fedele a un’idea quasi rivoluzionaria per territori molto identitari: una comunità che non si chiude, ma accoglie.

Proprio queste due serate hanno portato con sé una piccola novità, accolta con naturalezza dal pubblico: l’ingresso a pagamento, cinque euro, ridotti a tre per i soci. Una scelta che ha un significato preciso e va detto con chiarezza. Mettere un biglietto significa riconoscere che dietro uno spettacolo ci sono attori, musicisti e tecnici il cui lavoro merita rispetto, e significa costruire un patto tra chi organizza e chi partecipa: la cultura cresce quando il pubblico smette di essere spettatore e diventa parte attiva.

Per restare fedele al suo spirito, la Brigata ha tenuto il costo al minimo e ha riservato il biglietto ai soli posti a sedere davanti al palco, lasciando liberi gli spazi di passaggio e il muretto della piazza, che resta di tutti. La risposta calorosa di queste prime serate, e il pubblico arrivato da tutta la vallata, dicono che il messaggio è arrivato, e fanno ben sperare per i due appuntamenti che ci attendono ad agosto, Troilo e Cressida e HoStress.

Ma a tenere insieme tutto, evento dopo evento, c’è qualcosa che nessun programma può contenere per intero. Lo ha detto bene il presidente Franco Franceschini al termine della serata dedicata alla Vanoni, ringraziando i volontari che a Raggiolo sono “sempre sul pezzo”. Un team coeso che dona il suo tempo alla comunità, sentendo l’orgoglio dell’appartenenza.

Franco Franceschini e Lucia Brocchi, rispettivamente presidente e vicepresidente della Brigata, hanno ringraziato anche la Fondazione Toscana Spettacolo, il Sindaco e lo staff del Comune, per aver sostenuto queste iniziative che dimostrano quanto la cultura e la tradizione possano essere inclusive.

Franceschini ha anche inviato un caloroso ringraziamento a tutta la comunità di Raggiolo, con cui, ha confidato, si è creato “un rapporto di fiducia e affetto che per lui vale più di ogni altra cosa”. Al punto da rimettersi a giocare a carte in piazza, per il gusto di esserci e di farne parte fino in fondo. Perché qui, alla fine, è sempre questo il segreto: non gli eventi in sé, ma le relazioni che li attraversano.

Lucia Brocchi ha invece voluto sottolineare quale sia il motore autentico di queste manifestazioni: “l’attività volontaria di un gruppo di persone che mette a disposizione il proprio tempo per Raggiolo e tutto quello che rappresenta. È questo che fa la differenza tra eventi ormai stereotipati e gli eventi che si svolgono a Raggiolo. Una differenza che, a giudicare dalle presenze, viene sempre più percepita in tutto il Casentino”.

E così, tra una macina, un arco, un pentolone fumante e due serate di grande teatro, la primavera ha consegnato il testimone all’estate.

L’ha fatto con le parole che la stessa Ornella Vanoni amava ripetere, rilanciate da una piazza piena fino all’ultimo gradino: “che l’estate abbia inizio”.


2 risposte a “L’estate di Raggiolo ha preso la rincorsa”

  1. Avatar Baracchi Graziella
    Baracchi Graziella

    Io e mio marito abbiamo partecipato all’evento della transumanza e a quello di Alessandro Riccio e ad altri dello scorso anno e abbiamo riscontrato sempre un’organizzazione perfetta e curata e abbiamo respirato sempre una grande tranquillità complimenti a tutti grazie

    1. Avatar Redazione TuttoRaggiolo
      Redazione TuttoRaggiolo

      Grazie 1000, a nome di tutti i volontari. Far “respirare tranquillità” è un complimento immenso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *